Permette di studiare la presenza di reflussi gastro-esofagei acidi e non acidi nelle 24 ore e l’eventuale collegamento tra l’episodio di reflusso e il sintomo, rappresenta dunque il metodo gold standard per la diagnosi del Reflusso Gastroesofageo.
PREPARAZIONE
È necessario essere a digiuno da almeno 6 ore e deve essere sospesa da almeno 10 giorni l’assunzione di farmaci antisecretori gastrici. Possono essere mantenute tutte le altre terapie in atto per malattie croniche (es. diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, ecc.).
ESECUZIONE DELL’ESAME
L’esame consiste nell’inserire un sondino nel naso fino a 5 cm dalla giunzione esofago-gastrica, collegato a un registratore per 24 ore. Il sondino ha 6 sensori di impedenza a diverse distanze dal LES e un sensore di pH vicino alla punta. Il paziente deve vivere le 24 ore normalmente e segnare sul registratore i pasti, il sonno, i farmaci presi e i sintomi.
IMPORTANZA DI ESEGUIRE L’ESAME
La pH-impedenziometria consente una valutazione dettagliata di ogni episodio di reflusso, fornendo informazioni su:
- Caratteristiche chimiche (acido e non acido): è considerata patologica un’esposizione acida esofagea superiore al 6,3% nelle 24 ore (Consensus di Lione), con distinzione in base alla posizione del paziente.
- Caratteristiche fisiche (solidi, liquidi, gas): utile per differenziare reflusso da eruttazioni frequenti.
- Estensione del reflusso: determina fino a che altezza nell’esofago risale il materiale refluito.
- Frequenza giornaliera: oltre 80 episodi al giorno sono considerati patologici, con analisi in base alla composizione e alla posizione del paziente.
- Correlazione sintomi-eventi: l’associazione tra disturbi percepiti e risalita del succo gastrico conferma la relazione diretta con la malattia.